Questa affermazione del grande navigatore genovese Cristoforo Colombo, mi ha ricordato il mio incontro e il mio ” attraversare l’Oceano” con la Dentosofia.
Roma, una sera di circa 8 anni fa, reduci da un corso, condivivevamo a casa di amici, con Renzo (Ovidi), una “pasta finocchi e sarde”, con ingerdienti della nostra Sicilia. Ricordo, come ieri, che Renzo , non so se avesse il cervello obnubilato dai profumi e i sapori di quella pasta, con gli occhi lucidi e l’entusiasmo di un bambino che aveva scoperto l’America, ci “tormentava” a turno per valutare le nostre bocche alla luce di quanto aveva appreso a un corso di Dentosofia, con Michael Montaud e Rodrigue Mathieu (due medici dentisti francesi, fondatori della Dentosofia).
Per l’affetto e la stima che avevamo per Renzo, lo assecondavamo. Ci parlava di un’ “attivatore”, un’apparecchio funzionale in caucciù che permetteva di dare nuova armonia alla bocca, alla postura e… alla sfera psico-affettiva!
Ci diceva ” con la Dentosofia o prendiamo tutto o non prendiamo niente”, sottolineando l’approccio olistico.
Per quanto la nostra mente fosse abbastanza aperta a nuove conoscenze, le cose che diceva, alla luce della nostra formazione,ci sembravano abbastanza incomprensibili.
Oggi, comprendo bene, ma sopratutto lo comprendono bene e sono testimonianza viva, i pazienti che fanno questo percorso.
Oggi, posso affermare, che Rodrigue Mathieu aveva ragione nel dire:” il terapeuta agisce secondo i suoi limiti e non secondo quelli del metodo. E i limiti del terapeuta sono quelli della sua bocca. Noi pensiamo,sentiamo, educhiamo, curiamo, dirigiamo e creiamo il mondo, secondo i limiti del disequilibrio delle nostre bocche”.
Io come medico ho il dovere di essere come San Tommaso e attendere con pazienza i risultati oggettivi del cambiamento, del riequilibrio globale della persona: noi “non possiamo vedere l’invisibile (cosa avviene dentro una persona ) ma possiamo ( e dobbiamo) vederne le manifestazioni”. Perchè, è vero, ” tutto è collegato con tutto “, e con l’attivatore pluri-funzionale se passa il mal di testa o il mal di schiena, migliorano inevitabilmente i parametri osteopatici, posturali, la sfera psico-emotiva…
Ed ecco perchè la valutazione del paziente deve essere oggettiva e ogni cosa va valutata clinicamente e documentata.
Oggi, a distanza di tanti anni, ringrazio Renzo Ovidi per avermi “tormentato” quella sera e per aver sollecitato la mia “partenza” verso questa nuova terapia. Ringrazio anche per quella buona pasta, opera della mia cara Erina.
Grazie anche a Francesco Santi, che col suo lavoro faticoso e silenzioso, ha contribuito a far luce sulle basi scientifiche della Dentosofia, e per le cose che ci ha insegnato.
Grazie a Michael Montaud, persona umile e generosa, per aver visto la luce di questa nuova conoscenza al servizio dell’essere umano di oggi, che sempre più spesso rischia di smarrire la via maestra e di chiudersi in è stesso.
Oggi, a distanza di tanti anni, posso dire di aver avuto ” il coraggio di perdere di vista la riva e attraversare l’oceano”.
