Definisco il capitolo riservato all’Ortodonzia con il termine Naturale, perchè la nostra Ortododonzia vuole essere rispettosa del paziente nella sua integrita’ e unicità di bocca-corpo-psiche… insomma di essere umano unico.
Per cui non vogliamo imporre dall’esterno delle forze meccaniche fondate prevalentemente su valutazioni scheletriche (esami radiografici del cranio, che pure possono dare indicazioni preziose), vogliamo utilizzare le risorse naturali del paziente, riequilibrandole: la respirazione, la deglutizione, la masticazione, ecc.
Io dico rimettendo la persona sulla via maestra, e poi utilizzera’ i propri mezzi, che Madre Natura gli ha messo a disposizione, per andare avanti e crescere, cambiare, guarire…
Pensiamo, ad esempio, al concetto di “ effetto presenza ” del Prof. Pedro Planas, (gia’ emerito Direttore della scuola di Ortodonzia dell’Università di Madrid) che significa poggiare delicatamente l’apparecchio o i possibili accessori sui denti.
Questa ” carezza ” non regola solo la posizione del singolo dente, che lasciato libero si cerca una posizione naturale rispettosa della bocca e dell’equilibrio generale, ma, straordinariamente, avviene anche un cambiamento nelle basi ossee, ortopedico, per cui, anche nell’adulto è possibile regolare la forma del “contenitore” (le basi ossee) di modo che i denti ( il ” contenuto”) liberamente e con ” carezze “, ma spesso, liberati, anche spontaneamente possano ritrovare in arcata una posizione armonica rispettosa della bocca e della persona
O pensiamo, ad esempio, all’Attivatore Plurifunzionale di Soulette e Besombes ( anche loro Prof.ri universitari di Ortodonzia a Parigi e a Clermont), che grazie al materiale molto morbido, il caucciu’, offrono alla bocca delicati stimoli, che lavorano su…tutto (bocca-postura e psiche).
C’è ancora qualcuno che pensa di sganciare la nostra bocca dalla nostra psiche? o dalla postura? o dall’equilibrio globale?
Ma non agisce alla stessa maniera l’Osteopatia e la Floriterapia e l’Omeopatia e l’Agopuntura e……
Quindi più delicata è l’informazione che diamo al paziente piu’ globale è la risposta.
Ma non funziona così anche nei rapporti fra esseri umani? Meglio una carezza o uno spintone, una esortazione costruttiva o un duro rimprovero, un sorriso sincero o uno sguardo pesante…
Se poi ci mettiamo anche un po’ di Cuore in quello che facciamo, il “gioco” è fatto.
Cuore significa interesse sincero verso la guarigione dell’essere umano che si affida a noi e ci chiede aiuto.
Saltando di palo in frasca, come mai due ricette gastronomiche identiche realizzate da due persone diverse riescono totalmente diverse? E come mai due piante nello stesso posto, curate da persone diverse evolvono diversamente? ( vedi Masaru Emoto)
Pensiamo,quindi, in accordo con i grandi Funzionalisti ( Planas, Soulette e Besombes, Cervera, Bracco, Bimbler, Balters, Frankel, Levrini ecc.) che non dobbiamo aspettare che il bambino cambi tutti i “denti da latte” per iniziare un trattamento ortodontico, e quindi i 12-13 anni, perché a quell’età la crescita scheletrica è nella fase conclusiva, e quindi le basi ossee delle arcate dentarie, se sono piccole rispetto ai denti (come spesso avviene nei bambini di oggi) e malposizionate, a fine crescita ossea risentono un po’ meno degli stimoli ortodontici di correzione.
E quindi, se serve spazio, L’Ortodonzia classica, a vantaggio dell’allineamento estetico dei denti (che è la richiesta più importante dei pazienti e dei genitori) deve estrarre alcuni denti permanenti sani, generalmente 4 premolari.
Ma le estrazioni dei denti sani per motivi ortodontici è la cosa che voglio evitare ad ogni costo!
Se poi pensiamo che la nostra bocca è collegata, per es. con la nostra postura, comprendiamo l’importanza che ha un approccio globale, specie durante la crescita.Tutti conosciamo l’esempio dell’alberello che è più facile riportare ad un perfetto equilibrio mentre è piccolo e nella fase iniziale della crescita.
E’ possibile, quindi, regolare e riequilibrare la crescita e la conformazione delle arcate dentarie, in modo che i denti permanenti che vanno erompendo trovano lo spazio, semplicemente riequilibrando gli stimoli patologici, che, attraverso i muscoli disfunzionali dell’apparato stomatognatico si scaricano sulle arcate dentarie deformandole, con l’ausilio di opportuni Apparecchi Funzionali, che fanno un lavoro Ortopedico e Ortodontico (“ Ortopedia Funzionale dei Mascellari”).
Nella Visita valutiamo:
- Oltre i parametri base della conformazione delle arcate e della malocclusione, la classe scheletrica, le Radiografie ecc. cerchiamo di capire perché, quali sono i fattori causali della dismorfosi della bocca e quindi:
- Come è nato
- Come è stato allattato
- Se ha gattonato
- Le tappe evolutive fisiologiche
- Come mastica
- come respira, se respira prevalentemente con la bocca
- se ha allergie o intolleranze, per es. alimentari
- come deglutisce
- se ha un frenulo linguale corto
- se ci sono disfunzioni dei muscoli che muovono gli occhi (eteroforie)
- la sua postura: disfunzione o alterazioni strutturali
- come appoggia i piedi e come cammina
- se ci sono cicatrici ( traumatiche o chirurgiche)
- la sua sfera psico-affettiva
Quando c’è una disfunzione posturale integriamo la terapia ortodontica con la ginnastica posturale o un’attività fisica favorevole e che piace al bambino, in modo che lui contribuisca alla cura “giocando”; lavoriamo sulla respirazione, che è un’aspetto fondamentale del riequilibrio del paziente, con degli esercizi, con un’apparecchio funzionale in caucciù e utilizziamo rimedi naturali per liberare le prime vie respiratorie. A volte, per severi ostacoli meccanici, occorre l’aiuto dell’Otorinolaringoiatra, o in caso di allergopatie o intolleranze dei test.
Un’altro aspetto fondamentale e causale di una dismorfosi della bocca è la “deglutizione scorretta”, su cui lavoriamo con l’aiuto del Terapista Miofunzionale.
A volte, più raramente, in presenza di un severo frenulo linguale corto, occorre liberare la lingua dal vincolo meccanico, facendo una frenulectomia laser-assistita; ( E’ il mezzo piu’ discreto e semplice per dare libertà alla lingua in casi estremi, ma anche questa è una cosa che cerchiamo di evitar, prediligendo gli esercizi).
A volte occorre aiutare il paziente dal punto di vista emotivo: un timido, introverso ha una conformazione della bocca caratteristica ( arcate piccole, mandibola arretrata rispetto all’arcata superiore, 2a classe scheletrica), morso coperto, ecc.; un’assetto posturale tipico: aumento delle curve della colonna vertebrale di profilo ( testa in avanti, regione dorsale in dietro, regione lombare in avanti, ecc.); un’appoggio dei piedi e un consumo delle scarpe tipico: appoggio interno e spesso cavismo.
Viceversa un’ estroverso ha tendenza alla 3a classe scheletrica (mandibola in avanti rispetto all’arcata superiore), una colonna ben diritta con riduzione delle curve sul profilo, testa ben diritta e aperta sulle spalle,appoggio dei piedi e consumo delle scarpe in apertura: appoggio esterno, piattismo.
Sulla sfera emotiva lavoriamo con la Dentosofia e con la Floriterapia di Bach;
A volte è richiesto un supporto Psicoterapico.